Quin Art
Abbiamo immaginato una sede che fosse molto più di un ufficio: un luogo dove le persone si incontrano, scambiano idee e costruiscono valore insieme.
Gli spazi QuIn sono un luogo vivo e aperto, dove mondi diversi si contaminano e si intrecciano: l’impresa e la cultura, l’arte e l’nnovazione, le persone e il territorio, per dare vita a relazioni autentiche e a un valore che appartiene a tutt*.
Abbiamo scelto di partire dall’arte perché è un linguaggio universale, capace di parlare a chiunque. Perché è relazione, impatto, partecipazione. E perché crediamo profondamente nella contaminazione positiva tra creatività e lavoro, tra cultura e impresa.
La sede Quin è casa nostra. Ma da oggi vogliamo che diventi anche casa tua: un luogo da abitare insieme, dove far crescere idee, confrontarsi, scoprire, partecipare.
Uno spazio che riflette i valori che ci guidano ogni giorno, sostenibilità, inclusività, condivisione, senso di comunità.
Le nostre mostre:
Giugno 2025 – Firenze in capsule di Remo Calonaci
Una Firenze inedita, costruita con le capsule del caffè: un’interpretazione creativa e
sostenibile della bellezza, che coniuga arte, riuso e identità locale.
Novembre 2025 – Trame Urbane, Voci umane di Monica Saba
Un dialogo visivo che attraversa il passato e il presente di Prato. Ogni scatto si unisce agli altri per comporre una narrazione in cui la memoria industriale si specchia nella multiculturalità delle sue strade.
Febbraio 2026 – Sei tu la chiave di Samanta Dolcetto
Un percorso espositivo sulla violenza di genere: la sofferenza taciuta, la resilienza straordinaria e la responsabilità collettiva di costruire, anche in azienda , una cultura del rispetto e della prevenzione.
Maggio/Giugno 2026 – Segni d’essere di Alessandro Armani
Un percorso espositivo sull’autenticità del gesto e sulla forza di un’identità condivisa, perché “lasciare un segno” in ufficio è un atto di responsabilità e consapevolezza.
Ottobre / Novembre 2026 – Sfumature di Gentilezza: l’arte di interrompere il caos. La mostra fotografica di Loris Ciampi con i racconti di Lapo Tasselli.
La gentilezza non è una semplice formalità, ma la scelta di mettere al centro l’ascolto e il benessere delle persone. Nel caos quotidiano di fretta e scadenze, essere gentili è un atto di coraggio che interrompe gli automatismi per offrire tempo e presenza agli altri.
Chi opera quotidianamente per tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro vive questa realtà in prima persona: proteggere chi ci circonda non si riduce al rispetto formale delle procedure, ma nasce dalla capacità di prendersi cura degli altri con attenzione e rispetto. In fondo, la sicurezza e la salute sul lavoro sono la forma più concreta di gentilezza. Prevenzione e attenzione reciproca condividono la stessa anima: chiedere a ciascuno di alzare lo sguardo dai propri compiti quotidiani per accorgersi davvero di chi ha accanto, ricordandoci che un ambiente di lavoro sano ed efficace esiste solo dove le persone continuano a proteggersi e sostenersi a vicenda.
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